I diverticoli del colon sono molto più diffusi di quanto si possa pensare, tanto che si stima che siano presenti in quasi il 40% della popolazione di età compresa tra i 40 ed i 55 anni.
Si tratta di estroflessioni della parete intestinale che formano sacchette esterne al viscere, più spesso nel colon discendente e sigma, a causa del cedimento della parete intestinale sottoposta a pressione da parte dei gas e del materiale fecale.
La loro comparsa è certamente favorita in presenza di stipsi cronica, oltre che da una dieta povera di fibre, dalla sedentarietà, dall’abuso di farmaci antinfiammatori e steroidei, dal fumo di sigaretta e dall’avanzare dell’età.
Spesso asintomatici, col passare del tempo i diverticoli possono causare disturbi come dolore addominale prevalentemente all’addome inferiore, flatulenza ed intestino irregolare, fino ad arrivare al quadro conclamato di infiammazione o diverticolite acuta: in questi casi compaiono dolore acuto prevalentemente all’addome inferiore sinistro, gonfiore, alterazioni dell’alvo e talora anche febbre.
Imperativo in caso di diverticolite acuta è il trattamento con Rifaximina, antibiotico ad azione intestinale che il medico prescrive a dosaggio pieno per risolvere l’infezione in atto, ma è bene sapere che talvolta la diverticolite può complicarsi con la perforazione o l’ascesso intestinale, due emergenze di elettiva pertinenza chirurgica.
Oggi, grazie alla ricerca sul Microbiota Intestinale, sappiamo che nei pazienti con diverticolosi del colon è pressoché costante uno stato di Disbiosi Intestinale con una riduzione significativa di batteri produttori di acidi grassi a catena corta (come l’Acido Butirrico), molecole ad azione protettiva ed antinfiammatoria. Inoltre, in questi pazienti lo squilibrio della flora microbica è associato ad un’eccessiva proliferazione di batteri patogeni che mantengono uno stato di infiammazione cronica della mucosa.
Moltissimi studi recentemente pubblicati confermano che la più efficace prevenzione degli episodi di diverticolite consiste nella cura del microbiota intestinale: assunzione di probiotici, integrazione di acido butirrico, dieta ricca di fibre e correzione dello stile di vita sono fondamentali per ridurre lo stato infiammatorio della mucosa intestinale causato dalla disbiosi.
Più recenti pubblicazioni stanno dimostrando inoltre il ruolo importante di un batterio chiamato Akkermansia Muciniphila, spesso assente nel microbiota dei pazienti con patologie intestinali croniche: tale batterio è infatti in grado di aumentare la funzione del sistema immunitario intestinale, favorendo la riparazione dei danni cellulari della mucosa e riducendo significativamente la produzione di molecole proinfiammatorie e la proliferazione di batteri patogeni.